L’apicoltura, regolata dalla L 313/2004, è a tutti gli effetti una attività agricola considerata di “interesse pubblico“. Un primato noto a pochi che ne riconosce il ruolo economico ed ecologico in quanto consente di produrre miele, derivati di pregio (es.: propoli e cere) e il servizio di impollinazione di piante da frutto nonché degli ortaggi presenti negli orti domestici. L’apicoltura, inoltre, è una delle rare forme di allevamento il cui frutto non contempla né la sofferenza né il sacrificio animale e che ha una ricaduta molto positiva sull’ambiente e sulle produzioni agricole e forestali.

Nel 2023 la Fondazione Daniele Moro ha avviato l’attività apistica grazie all’installazione di circa 50 alveari distribuiti nei punti più favorevoli dei terreni aziendali, scegliendo famiglie derivanti dall’incrocio naturale tra l’ape ligustica e la carnica, cercando quindi di salvaguardare il più possibile i genotipi autoctoni e locali. Quella dell’Apis Mellifera è una specie animale non addomesticabile, non confinabile in un recinto o in una stalla. L’obbiettivo dell’apicoltore è perciò quello di agevolare il più possibile il lavoro e la sopravvivenza delle famiglie fornendo riparo (le arnie), monitorando lo stato di salute ed eventualmente gestendolo con una corretta pratica apistica, e garantendo un pascolo adeguato, così che le api possano provvedere in autonomia alla raccolta di nettare, polline, propoli e acqua.

Consci di queste necessità, la Fondazione ha quindi deciso di avviare anche un piccolo impianto di erbe officinali grazie alle quali, oltre ad ottenere prodotti destinati alla trasformazione o al consumo umano, offre anche un valido supporto agli alveari della zona, sia in termini di approvvigionamento di nettare che di benessere. Diversi studi, infatti, hanno dimostrato che la vicinanza di piante con proprietà officinali migliora lo stato di salute delle api e permette loro di fare fronte più facilmente alle sfide sempre più frequenti cui i cambiamenti climatici le sottopongono.
Sempre nello stesso ambito è stato avviato anche un roseto di rose antiche del tipo damasceno.

Immagine aerea di Morsano